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Interno officina del maniscalco

LE ORIGINI
Il paese prende origine da un antico luogo fortificato posto sulla importante strada Valeriana, che percorreva in tutta lunghezza la Valle Camonica.
La probabile etimologia del nome «Hart Thon» (fortezza recintata) potrebbe deporre in tal senso. Non basta però un frammento di lapide romana ad attestare la presenza in loco di un pagus (borgo) romano.
Forse in zona erano presenti dei recinti in cui venivano ricoverati i capi di bestiame che poi salivano in altura per l'alpeggio.
Questo sistema di allevamento, ancora diffuso sulle nostre montagne, è una pratica antichissima per sfruttare in ogni periodo dell'anno i vasti prati, posti appena oltre il limitare dei boschi.

IL MEDIOEVO
Come tutta la bassa Valle Camonica, in epoca carolingia il territorio fu donato ai monaci del convento francese di Tour.
Attorno all'anno mille sembra che la chiesa di Sant'Andrea sia stata assurta a prima parrocchiale.
Con l'avvento dell'economia curtense, sono i vescovi e feudatari che la fanno da padrone.
Nel XII secolo, mediante scambi territoriali e donazioni imperiali, la Valle diviene feudo del vescovo di Brescia, che nella zona investe di beni e benefici la nobile famiglia dei Brusati (12 marzo 1233).
Nel 1331 le vaste proprietà di Ghirardo Brusati, nel territorio di Artogne e Gratacasolo, furono acquistate da Zanone e Ziliolo, figli di Bojaco Federici di Gorzone.
Sembra che proprio da questi accorpamenti di proprietà appartenenti ad antiche famiglie nobiliari, in molti casi decadute, abbia origine la potenza della famiglia Federici, che in breve tempo divenne, nei suoi innumerevoli rami, la più potente casata della Valle Camonica.
Per quattro secoli il ramo artognese domina nel comune tanto che ha il patronato sulla chiesa della Madonnina, proprietà ed edifici un po' dappertutto, dal Castellino, alla Piazzola, all'lmavilla.
Oltre agli stemmi con scacchiera e aquila, una testimonianza in tal senso è data dalla lapide murata in ingresso a casa Cotti Cometti, in Via 4 Novembre, con la scritta: «Hoc opus F.F. nobilis vis Iovhannes filis spect.s viri Reynaldi de Federiciis anno d. 1471».

 
Grano al sole  
 
Il maniscalco al lavoro  
 
Lavoro in montagna  

IL DOMINIO VENETO
Dal 1428 al 1797 Artogne passa sotto il dominio Veneto della Serenissima Repubblica.
I Federici si avvicinano a più riprese e secondo le convenienze politiche del momento, alla nobiltà bresciana ed al Vescovo Berardo Maggi, allora Duca di Valle Camonica.
Anche per questo motivo il ramo artognese nel 1454 viene iscritto nell'elenco dei nobili bresciani.
Il 1580 fa registrare la severa visita del Card. Carlo Borromeo, che, oltre le sue prescrizioni per l'addobbo delle chiese, raccomanda di stare lontani dalle idee giansenistiche e protestanti che avevano fatto la loro timida e fugace comparsa anche in valle.
Nel Catastico del 1610 redatto da Giovanni da Lezze, Artogne risulta avere una vasta autonomia comunale. La regione amministrativa comprendeva già le terre poste a mezza montagna di Piazze e Acquebone; la terra di Artogne produceva «scarsi cereali ed uve, ma molte castagne, fieni, pere e mele».
Fonte notevole di reddito erano appunto le castagne secche e la produzione di biscotti, apprezzati anche fuori dalla Valle Camonica.

LA VICINIA
Dopo il periodo di dominazione dei signorotti locali nasce una certa autonomia e prendono vita le Vicinie, che fino al periodo napoleonico si identificano con le municipalità. Sul piano economico ha inizio la bachicoltura, il cui fiorire è testimoniato dell'antica filanda in via Alberzoni.

IL XIX E IL XX SECOLO
Con la Repubblica Cisalpina, Artogne entra nel dipartimento bergamasco del Serio e perde la sua autonomia comunale.
Dopo la restaurazione post napoleonica tutta la Valle Camonica passa sotto il dominio austriaco e durante le guerre risorgimentali alcuni artognesi partecipano a questi aneliti di italianità.
Artogne dopo la proclamazione del Regno d'Italia è nuovamente aggregata amministrativamente a Brescia. Durante il ventennio fascista, nel 1927, avviene la fusione con il comune di Pian Camuno originando «Pian d'Artogne».
Nel 1957 riottiene l'indipendenza amministrativa e ritorna Comune autonomo.

 

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